Cos'è
Giovedì 26 febbraio 2026, presso la Sala Molajoli del Complesso di San Michele a Roma, si è svolto un incontro dedicato alla definizione di linee di indirizzo, standard e misure di coordinamento per lo sviluppo dello studio e della ricerca nel settore dell’archeologia, con particolare riferimento all’implementazione e all’aggiornamento del Geoportale Nazionale per l’Archeologia (GNA).
L’iniziativa ha riunito, sotto l’egida del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura e della Direzione Generale ABAP, tutte le Soprintendenze archeologia, belle arti e paesaggio, in un confronto operativo orientato alla costruzione di percorsi condivisi su tematiche specifiche.
La giornata si è configurata come un tavolo di confronto a livello nazionale sulla definizione di strumenti tecnici e procedure comuni, e come momento di ascolto reciproco e di riconoscimento della pluralità delle esperienze territoriali. Le Soprintendenze operano ogni giorno in contesti profondamente differenti per dimensione, stratificazione storica, complessità amministrativa e pressione antropica; eppure condividono una responsabilità comune: trasformare i dati in conoscenza, la tutela in sistema, l’esperienza locale in patrimonio collettivo.
Ha aperto i lavori, indirizzando i temi e gli spunti della giornata, Luigi la Rocca, Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale, cui sono seguiti gli interventi della Dirigente del Servizio II della DG-ABAP, Teresa Elena Cinquantaquattro, e del Direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia, Mirella Serlorenzi. Il confronto si è quindi sviluppato attraverso una serie articolata di contributi delle Soprintendenze, che hanno restituito un quadro ricco e composito delle esigenze e delle criticità operative.
Il dibattito ha assunto la forma di un vero e proprio brainstorming nazionale: osservazioni, proposte, suggerimenti e criticità sono stati messi a sistema con l’obiettivo di elaborare linee di indirizzo condivise.
In questo quadro, il Geoportale Nazionale per l’Archeologia si conferma come infrastruttura strategica e luogo di convergenza: non solo piattaforma digitale, ma spazio comune in cui le molteplici realtà territoriali trovano una sintesi coerente e interoperabile.
Pur configurandosi come un incontro riservato agli addetti ai lavori, l’iniziativa del 26 febbraio assume un valore identitario e strategico più ampio. Le diverse “voci” delle Soprintendenze hanno composto idealmente un mosaico nazionale, restituendo l’immagine di una comunità professionale consapevole della propria funzione pubblica, impegnata a costruire una governance dell’archeologia fondata su ascolto, responsabilità condivise e visione strategica, capace di coniugare ricerca, tutela e servizio alla collettività.
Istituto Centrale per l'Archeologia