Cos'è
Oltre un secolo di ricerche, dalle indagini di Paolo Orsi alle più recenti acquisizioni, per ripercorrere la storia degli studi sull’archeologia cristiana in Calabria e interrogarsi sulle nuove prospettive di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio.
Il 3 e 4 settembre 2026 Squillace (Casa delle Culture) e Stalettì (Sala Consiliare) ospiteranno il convegno “L’Archeologia Cristiana in Calabria. Ricerche e scoperte da Paolo Orsi a oggi”, promosso dall’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria, in collaborazione con l’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, la Conferenza Episcopale Calabra e il Ministero della Cultura, con il patrocinio dei Comuni di Squillace e Stalettì.
L’iniziativa riunirà studiosi e ricercatori provenienti da diversi ambiti disciplinari per fare il punto sulle conoscenze relative alle antichità cristiane della Calabria, ripercorrendo oltre un secolo di studi: dalle ricerche di Paolo Orsi, figura centrale per la conoscenza archeologica del Mezzogiorno, fino alle più recenti indagini su siti, necropoli, edifici di culto, paesaggi e testimonianze della tarda antichità e del Medioevo.
Il programma, articolato in quattro sessioni, propone uno sguardo ampio sull’archeologia cristiana, intesa non soltanto come studio degli edifici di culto, ma come strumento per comprendere le profonde trasformazioni che interessarono comunità, paesaggi e insediamenti tra tarda antichità e Medioevo.
Tra i numerosi interventi in programma, alcuni affrontano questioni significative per il dibattito archeologico contemporaneo: dalla proposta di un Atlante della Calabria paleocristiana allo studio delle necropoli tardoantiche e altomedievali, dall’analisi delle trasformazioni di Scolacium al rapporto tra archeologia e territorio. Un’attenzione specifica sarà inoltre rivolta al ruolo dell’archeologia preventiva nella conoscenza e nella tutela del patrimonio, con l’intervento dedicato alle indagini di Piano di San Biagio, nel Crotonese, presentato da Isabella Marchetta e Domenico A. M. Marino.
L’intervento, dedicato alle indagini di archeologia preventiva condotte in un’area di particolare interesse per la conoscenza del territorio calabrese, richiama un tema centrale per l’attività dell’Istituto Centrale per l’Archeologia e offre al tempo stesso l’occasione per rivolgere un saluto e un sincero ringraziamento a Domenico Marino, che ha concluso da pochissimi giorni il proprio servizio di funzionario archeologo presso il Ministero della Cultura.
Parte essenziale dello staff dell’Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA), Domenico Marino ha contribuito, con competenza e professionalità, alla crescita dell’Istituto, mettendo a disposizione una solida esperienza archeologica, e una preziosa capacità di confronto e collaborazione.
L’ICA desidera pertanto rivolgere al collega i migliori auguri per questa nuova fase della sua vita, con l’auspicio che il suo impegno e la sua passione per l’archeologia possano continuare a essere occasione di incontro, confronto e collaborazione.
Istituto Centrale per l'Archeologia