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I video di “Archeologia in corso – Democrazia e dialogo” (GEA 2026) sono sul canale YouTube dell’ICA

Abbiamo pubblicato sul canale YouTube dell’Istituto Centrale per l’Archeologia le registrazioni delle tavole rotonde che hanno animato “Archeologia in corso – Democrazia e dialogo”, l’evento organizzato dall’ICA il 12 e 13 giugno 2026 presso il Complesso monumentale del San Michele di Roma, nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026.

L’iniziativa, che ha rappresentato il cuore istituzionale dell’edizione italiana delle GEA, ha sviluppato il tema guida “Archaeology in the Making”, proponendo un confronto aperto sul lavoro quotidiano della tutela archeologica, sui processi della ricerca e sulle forme attraverso cui la conoscenza del patrimonio viene costruita, condivisa e restituita alla collettività.

Le registrazioni consentono ora di rivedere integralmente le tavole rotonde che hanno riunito dirigenti del Ministero della Cultura, rappresentanti delle istituzioni, funzionari, ricercatori, giornalisti e professionisti della comunicazione, offrendo un’occasione di approfondimento rivolta non solo agli addetti ai lavori, ma anche a studenti, appassionati e cittadini interessati ai temi della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico.

La playlist si apre con i saluti istituzionali di Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, Mirella Serlorenzi, Direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia, e Luigi Oliva, Direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro, seguiti, dopo l’introduzione all’evento di Annalisa Falcone, dal kick-off nazionale delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026, che ha collegato in videoconferenza le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di tutta Italia, inaugurando simultaneamente la rete dei “cantieri aperti”.

La prima tavola rotonda, Archeologia e democrazia della conoscenza, affronta il ruolo degli istituti centrali del Ministero della Cultura nella costruzione, documentazione, conservazione e condivisione della conoscenza archeologica. Moderata da Eugenio Farioli Vecchioli, vede gli interventi di Teresa Cinquantaquattro, Cristiana Cordone, Brigida Gullo, Luigi Oliva e Mirella Serlorenzi, che riflettono sul valore pubblico della catalogazione, del restauro, della documentazione e della comunicazione del patrimonio.

Segue Archeologia e città. Percezioni, dialogo, trasformazioni, moderata da Luigi La Rocca, dedicata al rapporto tra ricerca archeologica, trasformazioni urbane e partecipazione delle comunità. Il confronto tra Mirella Serlorenzi, Daniela Porro, Walter Tocci, Giorgio Pulcini e Paolo Conti mette in evidenza il contributo dell’archeologia alla qualità degli spazi urbani e al dialogo tra tutela e sviluppo.

La seconda giornata si apre con la tavola rotonda Le grandi scoperte archeologiche, introdotta da Annalisa Falcone e moderata da Mirella Serlorenzi, dedicata ad alcuni dei più significativi contesti emersi nel biennio 2025-2026. Attraverso una serie di interventi, pubblicati anche come video autonomi all’interno della playlist, archeologi e funzionari delle Soprintendenze raccontano direttamente al pubblico non solo i risultati delle indagini, ma anche i processi, le metodologie e le sfide che accompagnano ogni nuova scoperta.

La sessione si apre con Carla Pirazzini (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso), che presenta il Santuario di Bresega a Ponso (Padova), illustrando le più recenti ricerche su un importante luogo di culto che documenta il passaggio dalla cultura dei Veneti antichi al processo di romanizzazione del territorio.

Dalla Campania, Paola Ricciardi e Maria Luisa Tardugno (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli) raccontano le indagini in corso nel sito di Fondo Valentino a Cuma, dove lo scavo del tempio di Hera sta contribuendo a ridefinire la conoscenza di uno dei più importanti santuari della Magna Grecia.

Seguono Francesca Tomba e Valentina Di Stefano (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara), con un intervento dedicato al teatro romano di Claterna, a Ozzano dell’Emilia, dove le campagne di scavo stanno restituendo nuovi dati sull’assetto urbano e sulla vita pubblica dell’antica città romana.

Con Andrea Pessina e Tommaso Casci Ceccacci (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro-Urbino) il racconto si sposta nelle Marche, con la presentazione delle ricerche sulla cosiddetta Basilica di Vitruvio di Fano, un contesto di eccezionale interesse che continua ad alimentare il dibattito scientifico sull’urbanistica della città romana e sull’identificazione dell’edificio descritto nel De Architectura.

Nadia Canu (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro) presenta un intervento dedicato alle necropoli a domus de janas di Sant’Andrea Priu e Pala Larga, nel territorio di Bonorva, straordinaria testimonianza del patrimonio preistorico della Sardegna e delle attività di ricerca, tutela e valorizzazione condotte su uno dei complessi funerari più rappresentativi dell’isola.

Chiudono la sessione le più recenti scoperte di Roma al centro di due distinti contributi della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. Diletta Menghinello illustra il nuovo settore della Necropoli Ostiense, mentre Simona Morretta presenta la domus rinvenuta sotto il Liceo Cavour, due interventi che testimoniano come la continua trasformazione della città restituisca nuove e preziose testimonianze della sua storia millenaria.

Nel loro insieme, questi contributi restituiscono un’immagine concreta dell’archeologia italiana nel suo farsi quotidiano: un lavoro diffuso sul territorio nazionale, condotto dalle Soprintendenze in collaborazione con istituzioni, enti di ricerca e comunità locali, nel quale ogni nuova scoperta rappresenta non un punto di arrivo, ma una nuova occasione di conoscenza, tutela e condivisione del patrimonio culturale.

La seconda tavola rotonda della giornata, Archeologia senza confini. Diplomazia culturale, cooperazione, pace”, moderata da Sergio Ferdinandi e con gli interventi di Mirella Serlorenzi, Luigi Oliva, Luca Peyronel e Annalisa Falcone, amplia lo sguardo oltre i confini nazionali, affrontando il ruolo dell’archeologia italiana all’estero come strumento di cooperazione scientifica, diplomazia culturale e dialogo tra i popoli.

La giornata prosegue con Parole d’archeologia. Quando la ricerca diventa narrazione”, tavola rotonda moderata da Annalisa Falcone, dedicata ai linguaggi attraverso cui la ricerca archeologica può essere raccontata e condivisa con pubblici sempre più ampi. Il video ripropone gli interventi di Elena Calandra, Astrid D’Eredità e Lucia Marsicano.

La playlist si conclude con “Il San Michele si racconta” e, in particolare con l’introduzione di Eugenio Farioli Vecchioli , al documentario Le regge degli ultimi. Gli alberghi dei poveri, prodotto da Rai Cultura, scritto da Amalda Ciani Cuka e diretto da Marzia Mazzolla.

Con la pubblicazione degli incontri, l’esperienza di “Archeologia in corso – Democrazia e dialogo” continua anche online, rendendo disponibili a tutti contenuti che testimoniano la ricchezza del confronto sviluppato durante le Giornate Europee dell’Archeologia 2026 e offrendo uno strumento di approfondimento destinato a rimanere patrimonio condiviso della comunità scientifica e del grande pubblico.

Guarda l’intera playlist dedicata ad “Archeologia in corso – Democrazia e dialogosul canale YouTube dell’Istituto Centrale per l’Archeologia.

Scarica il programma dell’iniziativa.

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