Torna la ricerca archeologica nelle Grotte di Pertosa-Auletta (SA), uno dei contesti archeologici sotterranei più significativi d’Europa. Dal 17 al 30 novembre 2025 l’Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA) partecipa alla nuova campagna di scavo, realizzata dalla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente, ente concessionario delle indagini per il triennio 2025-2027.
Le ricerche, dirette dallo speleo-archeologo Felice Larocca del Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”, si svolgono con la collaborazione tecnico-scientifica dell’ICA e in accordo con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Per l’Istituto Centrale per l’Archeologia partecipa alle ricerche la funzionaria archeologa, e speleologa, Alessia Fuscone.
Un sito unico nel panorama europeo
Le Grotte di Pertosa-Auletta, situate nel cuore dei Monti Alburni, rappresentano una delle cavità carsiche più importanti d’Italia, note per la straordinaria compresenza di valori naturalistici e archeologici. Si tratta infatti dell’unico insediamento palafitticolo in grotta finora noto in Europa.
Il giacimento archeologico dell’ampia antegrotta, scoperto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ha restituito materiali riferibili a una frequentazione intensa durante l’Età del Bronzo Medio (1500–1300 a.C.), oltre ad alcune delle più antiche attestazioni di uso dell’uva in età protostorica. A partire dal 2004, le ricerche del Centro “Enzo dei Medici” hanno permesso di datare al radiocarbonio resti di strutture lignee, confermandone la cronologia e contribuendo in modo decisivo alla conoscenza dei sistemi abitativi preistorici in ambiente ipogeo.
Le nuove indagini 2025
Le ricerche in programma per novembre si concentrano su un’area sommersa a seguito della costruzione, nel 1907, di una diga per lo sfruttamento idroelettrico. Per consentire le attività di scavo, sarà necessario svuotare temporaneamente l’invaso artificiale, restituendo il flusso naturale delle acque sotterranee.
Le precedenti campagne avevano già messo in luce una struttura di età ellenistica, probabilmente con funzione sacra, e prodotto una documentazione tridimensionale ad alta risoluzione mediante laser scanner e droni, aprendo nuove prospettive di ricerca. La nuova campagna proseguirà in questa direzione, approfondendo lo studio dei depositi stratigrafici e delle relazioni tra ambiente naturale e insediamento umano.
La partecipazione dell’ICA
L’Istituto Centrale per l’Archeologia partecipa alle ricerche in virtù dell’accordo con la Fondazione MIdA, fornendo un contributo tecnico-scientifico e metodologico nell’ambito delle proprie competenze in materia di archeologia in contesti confinati, tema al centro di specifici progetti dell’Istituto.
L’esperienza delle Grotte di Pertosa-Auletta rappresenta infatti un cantiere pilota nazionale, finalizzato alla definizione di linee di indirizzo metodologiche per la ricerca archeologica in cavità naturali e artificiali, e ha contribuito alla creazione del primo tavolo tecnico sull’archeologia in contesti confinati, promosso dall’ICA.
Un laboratorio di ricerca e formazione
La campagna 2025 avrà anche una valenza formativa: per la prima volta parteciperanno studenti delle scuole superiori, coinvolti in un programma di Formazione Scuola Lavoro (FSL) che permetterà loro di osservare da vicino le metodologie di scavo e le attività di documentazione, accompagnati dagli archeologi impegnati nel progetto.
Questa iniziativa conferma la volontà condivisa tra ICA e Fondazione MIdA di coniugare ricerca scientifica, divulgazione e formazione, favorendo la conoscenza di un patrimonio unico e fragile, e promuovendo una cultura della tutela basata sull’esperienza diretta.
Istituto Centrale per l'Archeologia